giovedì 16 dicembre 2010

Bilder av demostration på Stockholms Universitet.

 Following down here you can find some pictures of the demonstration at Stockholm University in support to the students protesting in the streets of Italy, United kingdom, Greece and all other countries in which students are standing up for their rights. 12/16/2010

A seguire potete trovare delle foto della manifestazione presso l'Università di Stoccolma tenutasi il 16 dicembre 2010 in supporto alle proteste degli studenti in Italia, Regno Unito, Grecia e altri paesi in cui gli studenti si stanno impegnando per i loro diritti













































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venerdì 10 dicembre 2010

Siamo tutti pesci rossi

Un grande artista scrisse: "mi vuoi dire caro Sancho che dovrei tirarmi indietro, perchè il male ed il potere hanno un aspetto così tetro?" Questi antagonisti sono in realtà un unica cosa, il "male" è un attributo del "potere" stesso; significa forse che il potere è in se, di principio maligno? Il "potere" è un soggetto particolarmente complesso, che nella nostra cultura ci è difficile identificare; non ci appare concreto perchè non lo comprendiamo, e nel tempo abbiamo imparato ad accettarlo come imposizione legittima. Il Rè regna perchè incaricato da Dio stesso, per la precisione ad esempio, la dinastia dei Merovingi in Francia ha governato insistendo sul fatto di essere discendente da Cristo stesso. Gli imperatori (medievali) avevano bisogno della legittimazione Divina per poter pretendere fedeltà dai sudditi; se un imperatore veniva scomunicato i sudditi non gli dovevano alcuna fedeltá. Sulle tracce di questa immagine astratta, continuamo a guardare il potere senza vederlo, senza capirlo.
Ovviamente l'unico motivo per cui i popoli accettavano la legittimazione divina del potere, era l'ignoranza. La cultura era riservata, e solo chi la possedeva poteva esercitare un po' di quel potere. Ma il popolo doveva rimanere ignorante affinchè questo sistema rimanesse stabile. Grazie a grandi movimenti e rivoluzioni siamo arrivati ad uno stadio di civiltà in cui la legittimazione del potere è cambiata. La classe borghese in ascesa, una classe che iniziava a vivere in un certo benessere, si è acculturata e ha capito quanto demenziale fosse un potere proclamato da Dio. Una società in cui si seguono i voleri personali di un rè e della sua aristocrazia, una società in cui le guerre si susseguivano solo per capricci dei regnanti o estremismi religiosi, una società in cui il popolo era proprietà di chi regnava in nome di Dio. Questo tipo di società non poteva più esistere. Immaginate se oggi un Premier europeo fosse nominato dal Papa in nome dello Spirito Santo. "Ego Pontefice Maximum Benedicto XVI declaro in nomine spiritus sanctis Nicolas Sarcozy Premier franchi!" Eppure questo è cio che succedeva...
La rivoluzione borghese ha portato il concetto di società ad un livello nettamente migliore. La società diventa Res Pubblica e anche dove rimane monarchia, la borghesia impone una costituzione con un governo elettivo. 

Abbiamo perso di vista il potere! 
Per quanto fosse astratto, prima lo potevamo indicare come volontà divina, intercessione dello Spirito Santo nella testa del Papa nel momento dell'incoronazione, e altre demenze simili. Ora il Potere è ancor più nascosto, e la sua legittimazione è inizialmente dubbia. Ad esempio, quando il 17 Marzo 1861 il Parlamento Sabaudo proclama il Regno D'Italia, lo fa con una formula inconsueta: dicono "Rè d'Italia per volonta divina e del popolo". Ma come, c'è stata una sorta di conferenza spirituale tra Dio ed il popolo, ed insieme hanno deciso di incoronare i Savoia? L'Arcangelo Gabbriele è forse apparso in sogno a tutti gli italiani e ha fatto un sondaggio? San Pietro ha fatto un gruppo su Facebook "Che ne pensi dei Savoia come famiglia reale italiana?". Ovviamente no, si trattava di trovare una legittimazione mista; alla borghesia colta si riconosceva il  diritto elettivo, al popolo incolto, non riconoscendo loro nessun diritto elettivo, si raccontava la vecchia storia dello spirito santo e della volontà divina. Ovviamente tra chi aveva una cultura c'era chi voleva conservare per se quel potere, e chi voleva progredire verso l'allargamento del potere a tutto il popolo. Infatti furono sempre le forze progressiste (intellettuali) ad insistere sulla necessità di dare una cultura al popolo, quelle conservatrici (artigiani-industriali) si sentivano come una nuova aristocrazia.

Con il tempo furono le forze progressiste ad avere la meglio, e l'educazione diventò un principio di democrazia che portò con il tempo ad un suffraggio universale. Questa è di fatti la situazione in cui l'Europa si trovò alla fine delle guerre mondiali: democrazia a suffraggio universale. In teoria questo concetto avrebbe dovuto funziare così: 
Il cittadino viene educato dallo stato tramite la scuola, ed una volta raggiunta la maggiore età ha sviluppato una coscienza ed un sapere critico che gli permettono di esercitare liberamente il proprio diritto elettivo. 

Ossia tramite la cultura ci vengono dati i mezzi per poter controllare il potere. Come mai allora il potere ci è ancora sconosciuto? Come mai non riusciamo a dargli una forma precisa? In teoria il potere siamo noi, noi lo deleghiamo ai politici, eppure sentiamo che il potere è ancora qualcosa che ha vita propria, il potere ci sembra essere fine a se stesso.
Torniamo alla teoria e vediamo se qualcosa in effetti non funziona, se qualcosa nell'equazione non torna:

Il cittadino viene educato dallo stato tramite la scuola, ed una volta raggiunta la maggiore età ha sviluppato una coscienza ed un sapere critico = egli esercita liberamente il proprio diritto elettivo.

Analizziamo gli elementi.

Chi è il cittadino è oggi una domanda a cui possiamo rispondere con più facilità dato che ogni costituzione ne da una definizione.

Cos'è la scuola? La scuola è un concetto rivoluzionario. Mentre prima il potere si aveva per diritto di nascita, poi per ceto, poi per reddito e sesso, ora il potere lo si da a tutti, ma tutti hanno l'obbligo di guadagnarsi questo potere tramite la scuola. Questo è il semplice motivo per cui la scuola è obbligatoria. Quindi la scuola è un mezzo di formazione, che da a tutti i cittadini gli strumenti per usare il proprio potere.

Quali sono questi strumenti? Coscienza e sapere critico, sono gli strumenti con il quale ognuno di noi ha l'abilitá di capire un messaggio, elaborare una propria opinione personale, ed infine esprimere il proprio parere a riguardo, senza che nessun'altro debba intervenire per interpretare il messaggio. Quando questo messaggio è un programma politico, il cittadino capisce se quelle idee sono per lui dannose, valide, inutili, pericolose etc.

Se questo processo ha funzionato, il cittadino esercita liberamente il proprio diritto elettivo. Di conseguenza gli appare chiaro cosa sia il potere, e sarà in grado di vedere nel suo parlamento quali forze elette difendono e promuovono le sue posizioni, e quali vanno contrro i propri interessi.

Questo processo è presente, nella teoria, in tutte le democrazie occidentali, soprattutto in quelle europee dove il diritto allo studio è specialmente sviluppato (sulla carta).

Ovviamente se il potere è ancora un concetto a noi oscuro, un problema ci deve essere. Questo ci è testimoniato dal fatto stesso che l'affluenza alle urne si fa sempre più scarna; i cittadini non sentono ne il dovere, ne il diritto del voto.

Qualcosa ha fatto interferenza nel processo di formazione, qualcosa ha intaccato la coscienza ed il sapere critico, di conseguenza i cittadini non riescono ad elaborare i messaggi politici, e se votano comunque non comprendono l'effetto del loro voto.

Abbiamo detto che la scuola è un mezzo di formazione, ma non è l'unico. La televisione é un'altro mezzo di formazione, ma mentre all'inizio questi due giganti media correvano sullo stesso binario (ad esempio con programmi televisivi che insegnavano l'Italiano, varietà culturali e informazione critica), negli ultimi decenni la televisione si è trasformata, ed ha preso la via opposta dell'istruzione scolastica. In Europa è stato importato il concetto di televisione americana, dove il suo scopo non è formazione culturale ed informazione critica, bensì si tratta di intrattenimento e spettacolo. In questo modo ogni cittadino si trova ad essere sottoposto a due media che hanno lo stesso ruolo di formazione ed informazione, ma due scopi diversi.

La scuola come abbiamo detto forma cittadini liberi, poichè capaci di un'analisi critica autonoma, senza intervento di terzi.

La televisione ha l'obbiettivo di creare masse omogenee a cui vendere i prodotti che pubblicizza.

Le conseguenze si possono spiegare con la fisica di base: se due forze si scontrano sarà la più forte ad avere la meglio. Chi è più forte, la scuola o la televisione?

Il potere ci è ignoto perchè la nostra abilità di coscienza e sapere critico, sono fortemente danneggiati dalla televisione, il cui scopo è quello di formare i cittadini come masse omogenee di consumisti, esattamente come un tempo eravamo una massa omogenea di ignoranti, che ritenevano legittimo un Rè investito di potere da un Papa che chiacchierava con lo Spirito Santo...

Siamo un popolo in catene, ma le catene sono così piacevoli che alcuni di noi sarebbero anche disposti a combattere per difenderle. Abbiamo davanti agli occhi un'immagine distorta della realtà. Abbiamo letteralmente uno schermo che ci dice com'è il mondo e ce lo dice talmente forte che ogni altra voce diventa noiosa, assolutamente non degna di essere ascoltata. Siamo schiavi felici di essere schiavi, siamo felici se siamo in accordo con il mondo, e se il mondo-schermo ci dice che comprare un oggetto ci inserisce in un livello di felicità, noi compriamo e ci sentiamo felici. Se non siamo liberi non siamo uomini o donne, siamo solo pesci rossi che godono fino all'estasi se qualcuno batte il dito sull'acquario.



A.U.

lunedì 6 dicembre 2010

Wikileaks in Italiano: i rapporti tra Putin e Berlusconi

S E C R E T SECTION 01 OF 05 ROME 000097

NOFORN
SIPDIS

DEPT FOR INR/I

E.O. 12958: DECL: 01/19/2019
TAGS: PREL PGOV ENRG EPET RS IT
SUBJECT: ITALY-RUSSIA RELATIONS: THE VIEW FROM ROME
(C-RE8-02675)

REF: A) 08 STATE 134386 B) ROME 451

Classified By: Ronald P. Spogli, Ambasciatore

1. Questo è un cablogramma delle sezioni politica ed economica congiunte.

2. Riassunto. I rapporti dell'Italia con la Russia sono complessi e comprendono simpatie ideologiche storiche, valutazioni geostrategiche, pressioni commerciali, dipendenza energetica e rapporti personali tra i vertici dei due paesi. la combinazione di questi fattori crea una forte tendenza per la politica estera italiana, ad essere altamente ricettiva degli sforzi russi ad aquisire influenza in Europa, ed allo stesso tempo a sostenere gli sforzi russi nel diluire gli interessi di sicurezza americani in Europa. Nella suo raporto con la Russia, l'energia é la questione bilaterale più importante, e la ricerca di risorse energetiche stabili dalla Russia, forza l'Italia a venire a compromessi su politica e sicurezza. Un fattore concomitante di rilevanza è il desiderio del Primo Ministro Berlusconi, ad essere visto come un giocatore europeo importante nella politica estera; ciò lo spinge dove altri non osano. Fine Riassunto.

RADICI DELLA RUSSOFILIA ITALIANA: IDEOLOGIA A SINISTRA E OPPORTUNITÁ DI UN MERCATO A LUNGO TERMINE A DESTRA
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3. Fino alle elezioni parlamentari del 2008, il Partito Comunista italiano e altri vari gruppi di sinistra, erano un elemento permanente della scena politica italiana. Durante la Guerra Fredda, membri del movimento comunista italiano hanno tenuto stretti rapporti con l'Unione Sovietica, altri paesi comunisti e molti movimenti comunisti rivoluzionari. A differenza di molti altri partiti comunisti nel mondo, il movimento comunista italiano non cambia il suo perdurante credo nel Marxismo-Leninismo come valida alternativa economica al Capitalismo. Mentre molti intellettuali di sinistra europei riconoscono che, eccetto l'approccio autoritario del governo, la Russia di Putin si rifà poco degli ideali comunisti, i comunisti italiani e altri esponenti di sinistra sono apertamente pro-Russia sulla base di solidarietà ideologica. Questo, combinato con l'avanzata età di molti politici di rilievo, impedisce agli esponenti di sinistra di andare oltre l'immagine del mondo che hanno sviluppato (e apparentemente congelato) durante la Guerra Fredda.

4. Attraverso la Guerra Fredda, gli interessi commerciali italiani hanno seguito la linea del cosa è convenevole in rapporto al mercato sovietico. Dopo il collasso dell'Unione Sovietica, l'esplosione del benessere economico in Russia ha creato una massiva domanda di esportazioni di prodotti di lusso dall'Italia. Dal 1998 al 2007 le esportazioni italiane in Russia sono cresciute del 230%, da 2,7 miliardi a 9,5 miliardi di €uro. Molti uomini d'affari leader in Italia iniziarono a vedere la Russia come un mercato infinito, che poteva sostituire le perdite di esportazioni subite in altre parti del mondo. Questi uomini d'affari hanno si sono legati strettamente ai politici di destra pro-business e orientati al mercato libero; tra questi anche il patron dell'élite affaristica italiana, Silvio Berlusconi.

LA PARTICOLARE INFLUENZA DI PUTIN NELLE POLITICHE RUSSE DELL'ITALIA
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5. Mentre i partiti italiani, il Ministero degli Esteri e l'ENI esercitano qualche influenza sulle politiche italiane riguardo la Russia, il fattore d'influenza più importante è di lunga l'attenzione personale che Putin esercita sulle relazioni. Dai nostri conti ci risulta che Putin abbia avuto, nel passato recente, più incontri bilaterali con i primi ministri italiani di chiunque altro leader mondiale. È stato il primo leader ad incontrare Berlusconi dopo la vittoria elettorale del 2008, arrivando in Sardegna prima ancora che il Primo Ministro avesse giurato. Berlusconi crede che Putin sia un suo stretto amico personale e continua ad avere con lui più contatti che con gli altri leader mondiali. Durante la crisi in Georgia, Berlusconi ha parlato a Putin tutti i giorni per quasi una settimana. Le basi dell'amicizia sono dure da determinare, ma molti informatori ci hanno detto che Berlusconi crede che Putin, un compagno "magnate", si fidi di Berlusconi più di qualunque altro leader. (un contatto all'interno della Presidenza del Consiglio Italiano ci ha detto che i loro frequenti incontri sono accompagnati da sontuosi regali). Berlusconi ammira lo stile macho, deciso ed il governo autoritario di Putin che crede si rispecchi nel suo. Dalla parte russa sembra che Putin abbia dedicato molta energia nel guadagnare la fiducia di Berlusconi.

6. Sia contatti dal Partito Democratico che dal Popolo della Libertà, hanno comunque suggerito connessioni più abominevoli. Loro ritengono che Berlusconi ed i suoi compari stiano approfittando personalmente di molti degli accordi energetici tra Italia e Russia. L'ambasciatore georgiano a Roma, ci ha detto che il Governo della Georgia ritiene che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale di profitto da ogni conduttura sviluppata dal Gazprom in collaborazione con l'ENI. Ogni qual volta solleviamo la questione Russa con gli informatori del PdL, ci viene indicato di solito l'On. Valentino Valentini, membro del Parlamento ed in qualche modo una figura d'ombra che opera come uomo chiave di Berlusconi in Russia, nonostante egli non abbia ne uno staff ne un segretario. Valentini, che parla Russo e viaggia in Russia diverse volte al mese, appare frequentemente al lato di Berlusconi quando egli si incontra con altri leader mondiali. Ciò che fa nelle sue frequenti visite a Mosca non è chiaro, ma moltissime voci lo definiscono come il curatore degli interessi in Russia di Berlusconi. Tutti i nostri informatori descrivono Valentini come un poliglota, ex interprete, vicino a Berlusconi con riguardo alla Russia, ma non un uomo politico.

7. Tutti i nostri informatori (dal PdL, PD, Ministero degli Esteri, Presidenza del Consiglio ed ENI), ci informano che Berlusconi determina la politica dell'Italia verso la Russia da solo, senza ne accettare ne chiedere pereri a nessuno. Virtualmente sono tutti restii ad affrontare Berlusconi sul tema Russia, anche quando il suo operare è al peggio. Nel Novembre 2008, dopo una disastrosa conferenza stampa nel quale tra l'altro, il Premier ha descritto l'espansione della NATO nei Balcani (riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo dalla NATO), e la difesa anti-missilistica come esempio di provocazione Statunitense verso la Russia, gli altri vertici del Governo si hanno fatto il classico "stai giù-e-riparati." In risposta alle nostre obbiezioni, il Ministro degli Esteri e lo staff del Premier ci hanno timidamente reindirizzato al Premier stesso, piuttosto che trasmettergli la spiacevole notizia che aveva fatto infuriare non solo gli americani, ma altri membri del Gruppo di Contatto nei Balcani, per non menzionare i polacchi ed i cechi. Anche il Ministro degli Esteri F. Frattini ammette che non esercita alcuna influenza su Berlusconi riguardo la Russia. Durante un incontro verso i primi di Settembre in Italia, l'ex Vice Presidente USA Chiney ha affrontato Frattini circa la pubblica e controproducente posizione sul conflitto in Georgia. Un Frattini sottomesso ha evidenziato che, nonostante egli abbia forti opinioni a riguardo egli abbia ricevuto l"ordine di marcia" dal Premier in persona.

8. Angosciosamente, Berlusconi tratta le politiche russe come quelle interne: tatticamente e giorno per giorno. Il suo desiderio prorompente è quello di restare nelle grazie di Putin, e frequentemente ha rilasciato dichiarazioni che gli furono passate direttamente dallo stesso Putin. Uno esempio: in seguito alla crisi georgiana Berlusconi ha iniziato (e continua) ad insistere che la Georgia era l'aggressore e che il Governo Georgiano era responsabile per diverse centinaia di morti civili nell'Ossezia del sud.

NESSUNA LEADERSHIP ISTITUZIONALE IN RUSSIA
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9. Tentare di capire chi possa esercitare delle influenze in Russia, non è un compito facile. Una cosa è sicura però, non è il Ministero degli Esteri. Il Ministro Frattini è largamente visto come il solo messaggero di Berlusconi nelle politiche sulla Russia, cosí infatti si é dimostrato con il Vice Presidente Cheney durante la scorsa visita a Roma nel Settembre 2008. All'interno dei ranghi professionali, risorse e competenze sono scarse. Il Ministero degli Esteri Italiano ha un solo diplomatico assunto a tempo pieno per la cura degli affari con la Russia ed i paesi dell'ex Unione Sovietica: il Direttore dell'ufficio. La posizione di vice direttore, e quella di segretario amministrativo con compiti di copertura per i paesi dell'ex Unione Sovietica, sono vacanti. La terribile situazione del budget italiano impedisce l'assunzione di personale aggiuntivo nello staff del Ministero per almeno i prossimi due anni (informatore al Ministero degli Esteri). Il supervisore a questo ufficio anche responsabile per i balcani e per il resto d'Europa, ma neanche lei, come Frattini, avere poca o alcuna influenza su Berlusconi. Lo staff alla Presidenza Del Consiglio non va molto meglio. La sezione dei consiglieri diplomatici è scarsamente costituito, con una sola persona per area geografica. La posizione che copre la Russia `assegnata ad un diplomatico di medio livello, che comunque sta per essere trasferito. Sembra che nessuno verrà nominato al suo posto. Come risultato, la carica che copre il Medio Oriente (tra l'altro anche vice direttore della sezione) sarà costretto a prendersi cura anche di quell'ufficio, in aggiunta alla sua già traboccante agenda ed ai suoi impegni manageriali.

10. Nel 2008 il Ministero degli Esteri intraprese lo sforzo di produrre una strategia a lungo termine di politica estera per il Governo Italiano. In un documento intitolato rapporto 2020, il Ministero sottolinea la sua visione strategica per i prossimi 15 anni. Il rapporto nota come le realtà geostrategiche abbiano creato per l'Italia, il bisogno di adattare la sua politica estera con riguardo alla Russia, e richiama il paese a cercare una "relazione privilegiata" con Mosca, ai fini di stringere il loro preminente interesse bilaterale: L'energia.

L'ENERGIA DIVENTA IL PUNTO CHIAVE BILATERALE
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Con virtualmente nessuna risorsa energetica interna, nessun impianto nucleare, ed un'ambiziosa compagnia energetica parastatale (ENI), L'interesse bilaterale chiave con la Russia è diventato la ricerca di risorse energetiche a lungo termine. Il Governo Italiano ha supportato gli sforzi dell'ENI e di altri giganti energetici nel creare un'unica partnership  a lungo termine per la collaborazione con la Russia ed il Gazprom. L'ENI, il più prominente gruppo parastatale italiano, regge un immenso potere politico; la sua strategia d'affari si è concentrata su ambienti geopoliticamente complicati, generalmente considerati come troppo rischiosi da molti dei suoi concorrenti internazionali. Gli sforzi lobbisti tra Governo ed ENI sono costituiti meglio degli stessi uffici governativi. Hanno anche un diplomatico assegnato dal Ministero degli Esteri. Riteniamo che Berlusconi dia al suo direttore diplomatico (Paolo Scaroni) lo stesso peso che da a Frattini, tanto che va da solo alle conferenze stampa in merito. Il Direttore degli Affari Governativi dell'ENI ha ammesso che si incontra con Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e confidente di Berlusconi, con frequenza settimanale. Fonti da diversi partiti, sia maggioranza che opposizione, ci hanno detto che l'ENI è uno dei contribuenti principali dei molti gruppi di esperti del paese (gruppi che producono discussioni di politica estera pubblica ed eventi del calibro delle relazioni Italia-Russia). In uno di questi eventi del 2007, una conferenza sull'Asia centrale, i delegati dell'ENI e dell'Edison ebbero a disposizione 30 minuti a testa per parlare, mentre i quattro ministri degli esteri ed un vice ministro degli esteri di cinque paesi dell'ex Unione Sovietica, furono schiacciati tutti in un unica ora. ci sono anche sospetti che l'ENI tenga dei giornalisti nel suo libro paga.

12. Sia membri dai partiti di governo che di opposizione, ci hanno detto che ritengono che l'influenza dell'ENI vada oltre i punti sull'energia. Un esponente del PD ci ha detto che la presenza dell'ENI in Russia è altamente sproporzionata al sottosviluppato staff dell'ambasciata. Mentre non è chiara quanta coordinazione politica ci vuole tra l'ENI e la struttura politica russa, gli stessi membri del PD hanno notato che l'ENI ha tenuto la stessa quantità di contatti con le strutture politiche ed economiche russe che la stessa ambasciata, se non di più. Inoltre i messaggi politici vengono spesso trasmessi attraverso questi contatti al posto dell'ambasciata a Mosca. A Roma poi, L'ENI tiene stretti contatti con i membri del parlamento, cosa che non fa neanche lo stesso Ministero degli Esteri che si limita ad incontrare solo i membri della Commissione Esteri.

AN ENERGY POLICY WITHOUT THE POLICY
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13. L'ENI ed altri giganti energetici sono riusciti a spingere con discreto successo le loro questioni, fino ai vertici del Governo Italiano. I leader di entrambe le parti politiche sembrano stranamente non preoccupati dal dipendere dall'energia russa. Sottolineano che anche durante il peggio della Guerra Fredda, hanno dipeso dal carbone russo, senza conseguenze negative. Gli italiani sono anche tranquillizati dalla vicinanza geografica alle risorse del Nord Africa, ossia sono meno dipendenti dalla Russia rispetto a paesi come la Germania e il blocco dell'ex Unione Sovietica.

14. Durante una visita dell'Ambasciata Americana al quartier generale dell'ENI, il nostro staff ha partecipatoi ad una riunione sulle operazioni energetiche ENI in Russia. Il punto di vista dell'ENI sulla situazione energetica europea era fastidiosamente simile a quello del Cremlino e del GAZPROM, ed a tratti condito di una retorica reminiscente della dialettica dell'era sovietica: secondo l'ENI la minaccia reale alla sicurezza energetica dell'europea occidentale non è la Russia, ma L'Ucraina. La vera soluzione all'instabilità energetica europea sta secondo l'ENI, in gasdotti diretti con i campi di estrazione russi, che non debbano attraversare l'Ucraina, fondamento logico per i gasdotti South stream e North Stream. Gli ingegneri dell'ENI sperano di poterle costruire entrambe, usando l'esperienza guadagnata con la costruzione del gasdotto Blue Stream, che collega la Russia alla Turchia passando sotto la parte Est del Mar Nero. In aggiunta l'ENI cerca la piena partecipazione della Russia nel progetto South Stream. Fonti dal Governo Italiano e dall'ENI ci hanno riportato che l'ENI ha avuto difficoltà nell'ottenere un fermo impegno dei russi in questa partecipazione. Il crollo del prezzo degli idrocarburi può aver ridotto gli incentivi economici a questo progetto, ma molti analisti pensano che gli interessi geostrategici russi riconquisteranno la considerazione di questo progetto. L'ultima disputa sul gas tra Russia ed Ucraina sembra abbia ravvivato l'interesse nei progetti North Stream e South Stream, soprattutto tra chi vede l'Ucraina come un problema. L'Italia non è comunque  completamente cieca di fronte ai pericoli della dipendenza energetica dalla Russia, e sta facendo qualche passo che può prevenire un incremento della percentuale di importo energetico dall Russia. Ritornato al potere, Berlusconi ha annunciato di voler aprire al nucleare in Italia. Anche se il Governo Italiano sembra serio, questo progetto comporterebbe spese da far uscire gli occhi dalle orbite, impegno a lungo termine, e la soluzione di complicati problemi ambientali. Alcuni temono che il progetto sul nucleare venne lanciato solo a causa dell'innnalzamento del prezzo del petrolio a 140 Dollari al barile, e si chiedono se l'impegno italiano al nucleare cadrà con l'abbassamento dei prezzi. L'Italia sta anche aumentando il suo uso di GPL, e sta finendo i lavori in un nuovo terminal nel Nord Adriatico. Il Governo Italiano non è proprio entusiasta del complesso gasdotto UE Nabucco, e nel mentre sembra stia supportando il progetto su piccola scala del gasdotto Turchia-Grecia-Italia, con lo scopo di portare Gas dal Caspio all' Europa Occidentale. L'Edison, compagnia francese con radici italiane, sta valutando se impegnarsi in questo progetto. Anche se le risorse di gas dell'Azeirbaigian, e la disponibilità della Turchia a lasciar andare  a Ovest il suo gas, sono problemi irrisolti, L'Edison pensa di avere una possibilità di successo, perchè a differenza di Nabucco, questo progetto è piccolo abbastanza da non provocare (secondo l'Edison), l'opposizione della Russia. Il Governo Italiano, specialmente il potente Ministro per lo Sviluppo Economico Scajola, supporta il progetto Turchia-Grecia-Italia, in fatti alcuni vertici del Governo hanno lamentato che a volte gli Stati Uniti sembrano implicare che Nabucco debba avere la priorità. C'è la paura che un lancio di successo di South Stream possa, promettendo di incontrare domanda, condannare al fallimento sia South Stream che Nabucco.

UNA POLITICA ESTERA PROGETTATA PER NON RIFIUTARE NULLA ALLA RUSSIA
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16. La combinazione di simpatie ideologiche storiche, la dipendenza energetica, la mancanza di istituzioni influenti, ed una stretta relazione personale tra Berlusconi e Putin, serve a procurare alla Russia un alleato apparentemente fidato, eccessivamente volenteroso di lavorare fuori orario all'interno dell UE per conto di Mosca. La Russia può contare sull'Italia per rimuovere i suoi fastidi nelle sue  relazioni con l'Occidente, comprendendo:

- pressioni sull'Ocse a trascurare le violazioni sugli impegni presi a Istambul sul congelamento dei conflitti;
- debole supporto e persino opposizione nella NATO nel creare rapporti stretti con Georgia ed Ucraina;
- debole supporto nel riconoscere l'indipendenza del Kosovo;
- inutili commenti sul piano bilaterale di difesa missilistica USA-Polonia, Repubblica cieca;
- supporto per il piano di Medvedev di ridefinire l'architettura della Sicurezza Europea per indebolire NATO e OCSE;
- sostegno agli sforzi russi di minare le iniziative energetiche UE e USA per l'Europa.

17. Nel passato, i rapporti personali pluri premiati tra Bush e Berlusconi erano un importante contrappeso all'influenza russa, ma membri di partiti pro-americani da entrambe le parti politiche, si sono detti preoccupati che la fine dell'amministrazione Bush possa tentare Berlusconi ad  un avvicinamento ulteriore alla Russia. Dalla sua parte, Berlusconi ha detto che vorrebbe diventare un ponte tra Usa e Russia e che vorrebbe "educare un giovane ed inesperto nuovo Presidente americano" su come trattare con i russi. Se il passato è di guida, questo significherà un intensificato sforzo nel premere l'agenda russa con gli USA.

MITIGARE IL PROBLEMA: SPINGERE INDIETRO SU UNA INFLUENZA CORROSIVA
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18. Per affrontare il problema abbiamo schierato una robusta strategia diplomatica e politica, prendendo di mira figure chiave all'interno e all'esterno del Governo. Il nostro obbiettivo è dupplice: educare più a fondo i nostri interlocutori sulle attività russe ed il contesto per la politica degli Stati Uniti, e costruire un contrappeso di opinioni contrarie alla politica russa, specialmente all'interno del partito di Berlusconi. Sin dall'inizio dell'estate, con il ritorno al potere di Berlusconi e la crisi in Georgia, abbiamo affrontato il Governo Italiano su tutti i livelli. Vari settori hanno contattato membri del PdL, membri del Governo, gruppi di esperti e persino la stampa, per poter fornire una versione alternativa all'insistenza di Berlusconi secondo il quale la Russia è un paese stabile e democratico che è stato provocato dall'occidente. Lo sforzo sembra ripagare. L'opposizione ha iniziato ad attaccare Berlusconi, sostenedo che egli abbia scelto la parte sbagliata nel dibattito. Alcuni dal PdL si sono avvicinati in privato per dirci, che vorrebbero un con noi un dialogo maggiore riguardo alla Russia, e hanno indicato come loro interesse quello di affrontare Berlusconi sulla sua incostanza riguardo Putin. Mentre ci resta ancora molto da fare per cambiare il resoconto, purtroppo non abbiamo alcun aiuto nella forma di un Primo Ministro, che sempre di più ci sembra il portavoce di Putin.

COMMENT
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19.  Le relazioni bilaterali tra USA e Italia sono eccellenti, e comprendono una cooperazione abbondante a molti livelli e su diversi fronti. Sfortunatamente, gli sforzi di Berlusconi nel "riparare" le relazioni tra occidente e Russia (che ...come ha detto all'ambasciatore nel loro incontro d'addio il 23 febbraio <<mi resta in gola come una massa di cibo indigesta>>), compromettono la sua credibilità e diventano un vero fastidio nelle nostre relazioni. Noi possiamo aiutarlo a tornare sulla giusta strada, mandandogli un chiaro segnale che gli Stati Uniti non hanno bisogno di nessun interlocutore per le sue importante relazioni con la Russia, e che il suo insistere nel minare strutture esistenti e canali basati su interessi comuni e valori condivisi all'interno dell'alleanza in cambio di una stabilità a breve termine, non è una strategia che Washington desidera perseguire.

SPOGLI

Berlusconi con Obama e Medvedev, cerca di mettersi in mostra come mediatore tra Russia e USA



Traduzione A.U.

martedì 30 novembre 2010

Gli articoli di Wikileaks in Italiano, parte 1

Di Elizabeth Dibble, Ambasciata USA a Roma, 8 Gennaio 2010




1.Il direttore del Comitato per gli Affari Esteri Dr.Richard Kessler (Staffldel) ed il suo staff hanno avuto un colloquio con il Ministero degli Esteri Italiano e con i vertici dell'ENI, a proposito delle intenzioni dell'Italia circa le strategie multilaterali da adottare contro l'Iran per frenare il suo programma nucleare. Con il partito d'opposizione (PD) si è discusso di Iran, del ruolo italiano in Afganistan, del processo di pace in medio oriente, di Iraq e della non proliferazione. Fine riassunto.

L'IRAN DOMINA NEL COLLOQUIO
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2. L'8 Gennaio una tavola rotonda è stata aperta presso il Mministero degli Esteri. Partecipano Stefano Ronca (Direttore Generale per la cooperazione politica multilaterale), il suo vice Filippo Formica, il vice-DG per la cooperazione economica Claudio Spinedi. I Direttori di Gabinetto Massimo Marotti (Sicurezza politico militare e affari NATO), Diego Brasioli (Questioni G8 e Sfide Globali), Giovanni Pugliese (Controllo Armamenti e Non Proliferazione). Dopo la tavola rotonda lo Staffdel ha fatto una riunione con il vice Segretario Generale e Direttore Politico del ministero, Sandro De Bernardin.

3. Ronca crede che il deteriorarsi della situazione in Iran arriverà presto al culmine e che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU dovrebbe intimare all'Iran, che strategie perditempo non funzioneranno;iIl Consiglio dovrebbe supportare questa posizione tenendosi pronto ad adottare ulteriori pressioni. Ronca e Spinedi hanno comunicato allo Staffdel che l'Italia è pronta ad esplorare, insieme con gli altri membri dell'UE, la possibilità di ulteriori sanzioni, che comunque dovranno essere conformi con i regolamenti UE e non dovranno colpire i diritti legali delle compagnie europee. Ronca ha suggerito che vengano bersagliati i settori della finanza, del gas, del petrolio e delle assicurazioni (ma non la Banca Centrale), e che la lista di prodotti sensibili al bando potrebbe essere espansa.

4. Spinedi, che (con Formica) ha partecipato all'incontro degli "Stati con idee comuni sull'Iran" (Washington, 7 ottobre), ha cominciato il suo intervento alludendo alla perdurante lamentela dell'Italia circa l'esclusione dal P5+1. Spinedi ha evidenziato che abbiamo bisogno di determinare che tipo di sanzioni sarebbero accettabili per la Cina e la Russia, aggiungendo anche che all'inizio di Gennaio, l'ambasciatore cinese all'ONU ha detto che la Cina "aveva bisogno di più tempo," e nota che ciò non fu un rifiuto totale a sanzioni più dure. Spinedi ha sostenuto necessario l'indurimento delle sanzioni già esistenti e la decisione di dove vogliamo esercitare ulteriori pressioni (specialmente nei settori del gas e del petrolio). Sarebbe importante determinare quali tecnologie, paesi come India e Cina, sono disponibili a fornire , e mettere l'embargo sulle altre. Spinedi riconosce che l'Italia non ha ancora imposto sanzioni legali vincolanti, ma che il Governo Italiano ha usato con successo la "persuasione morale."

5. Spinedi ha fatto presente come nell'incontro del 7 ottobre a Washington, le sanzioni proposte includevano come bersaglio il Comando della Guardia Rivoluzionaria Iraniana, ma nessun embargo sui raffinati del petrolio e sul gas. Spinedi ha fatto eco a Ronca nel dire che nei prossimi mesi l'Italia avrà bisogno di vedere come il resto dell'UE accoglierà le nuove sanzioni.

6. Sandro De Bernardin (Vice Segretario Generale del Ministero degli Esteri) ha comunicato allo Staffdel che l'Italia è ben consapevole del pericolo posto dall'Iran e che supporta una "linea dura." De Bernardin ha accennato ai considerevoli investimenti dell'ENI in Iran e ha qualificato come un "successo significativo" gli sforzi di "persuasione morale" dell'Italia, atti ad allontanare l'Iran dalle sue ambizioni sul nucleare. Sulle sanzioni, De Bernardin ha dichiarato che l'Italia è preparata ad assumersi la "propria parte di responsabilità," ma che le sanzioni sono un mezzo di pressione, non un obbiettivo; mezzi efficaci sono ancora da trovare. Dal punto di vista di De Bernardin, la politica interna degli Stati Uniti non deve influenzare negativamente altri paesi, e a riguardo la rinuncia da parte del Presidente è stata molto utile; Spera che tale rinuncia continui a figurarsi in futuro.

7. Kessler ha incoraggiato l'Italia a continuare ed a rinforzare i loro sforzi passati. De Bernardin è stato d'accordo che se l'Iran ottiene la bomba, altri poi cercheranno di avere armi nucleari e che il reggime iraniano deve capire che c'è un prezzo alto da pagare per la persistenza alla non-conformità. De Bernardin ha ribadito il supporto dell'Italia verso l'apertura al dialogo in aggiunta alle pressioni (approcio binario), e che "mettere l'Iran all'angolo," non è la stessa cosa che fermarlo. Ha qualificato l'Italia quale "giocatore cruciale," essenziale per catalizzare i consensi in Europa. Ha aggiunto poi che, data la situazione critica interna all'Iran, il reggime non è in una posizione tale da poter prendere alcuna decisione.

CHIAVE DEL SUCCESSO IN AFGHANISTAN
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8. Con riguardo alla situazione critica in Afghanistan, Ronca ha ammesso che dobbiamo rinforzare l'aspetto militare della campagnia, ma che la costruzione di istituzioni e l'ingaggio di Karzai contro la corruzione non devono essere abbandonati. Riguardo la sicurezza, Ronca ha detto che l'Italia aumenterà le sue forze di 1000 uomini durante la prima metà del 2010 e che il programma di addestramento della Polizia Nazionale Afghana è una priorità. Nel suo impegno civile, l'Italia ha commissionato 465 milioni di Euro in vari settori, tra cui sanità, educazione e giustizia. Ronca e Marotti sottolineano come il bisogno di una migliore coordinazione delle attività civili e militari, dovrebbe essere inserito nell'agenda della conferenza NATO a Londra del 28 Gennaio. Ronca ha osservato che, arrivare agli insorti è anch'esso un compito che dovrebbe essere perseguito. Gli Italiani sottolineano il bisogno di una strategia di sviluppo a lungo termine, basata sulle priorità afghane, ma che dovrebbe includere anche il coinvolgimento del settore privato e lo sviluppo di una buona governance.





IL CENTRO-SINISTRA (PD) DIFFONDE POSIZIONI SULLA POLITICA ESTERA
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9. Piero Fassino, capo del dipartimento di affari esteri del Partito democratico (opposizione), ha detto allo Staffel che il PD supporta l'iniziativa del presidente Obama di dialogare e costruire ponti con il mondo Islamico, ma è anche molto preoccupato riguardo lo stallo nel processo di pace in medio oriente ed alla "nuova ondata di terrore" in Afghanistan. In quanto all'Iran, il PD sostiene la soluzione tramite negoziati, ma Fassino si chiede se effettivamente l'attuale dirigenza iraniana sia in grado di negoziare credibilmente. Ha suggerito inoltre che potrebbe essere utile cambiare l'ordine delle priorità in Iran, ossia essere più flessibili sul nucleare ma essere più duri sui diritti umani. Secondo Fassino, il rischio maggiore della proliferazione nucleare è che governi irresponsabili come quello in Iran possano avere accesso ad armi nucleari, ma specifica che nel caso di altri paesi con armi atomiche quali Francia, Regno Unito e India, ci sia poco da temere. Ha chiesto poi se un governo democratico in Iran possa avere una posizione differente sul programma nucleare.

10. Fassino ha dichiarato che il PD sostiene il Governo Italiano nell'incremento del personale militare in Afghanistan, ma sottolinea come il rinforzo delle strutture civili e governative sia ugualmente importante. Sul processo di pace in medio oriente, Fassino considera la tregua di 10 mesi di Netanyahu come una "una piccola finestra di opportunità,"
ma mette in dubbio che sia abbastanza, dato il rifiuto di Israele a discutere lo status di Gerusalemme. Parlando di Iraq, Fassino dice che il processo di stabilizzazione deve essere sostenuto, non c'è alternativa.



L'ENI GIUSTIFICA LE ATTIVITÀ DELL'IRAN
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11. I vertici dell'ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) hanno detto alla delegazione, che l'ENI si sta adoperando per rispondere alle obbiezioni del Governo degli Stati Uniti circa le attività della compagnia in Iran, ma insistono che continueranno ad adempiere ai loro obblighi contrattuali in Iran. I vertici dicono che l'ENI ha capito il messaggio del Governo Statunitense di ridurre la loro presenza in Iran e come risultato ha già portato queste attività ai livelli minimi. Hanno poi munito lo Staffdel di una copia della lettera dell'Amministratore Delegato Eni (Scaroni) all'Ambasciatore Thorne, datata 16 Novembre 2009, circa le posizioni della compagnia (una copia è stata inviata al ministero delle attività produttive americano). Riferendosi a questa lettera, la deleagzione ha evidenziato che l'ENI non intraprenderà nuove attività in Iran, neanche tramite i suoi sottogruppi Saipem e Polimeri Europa. Hanno aggiunto poi, che dopo la riunione di Scaroni a Washington del 16 Settembre, la compagnia ha abbandonato i piani per un Memorandum d'Intesa con l'Iran circa la terza fase della valle petrolifera del Darquain. La delegazione ha dichiarato che nonostante le normative UE sollevino l'ENI dal rispondere ad interrogazioni ufficiali sulle operazioni in Iran, la compagnia è stata comunque trasparente nel fornire tali informazioni, su basi volontarie, al Governo Statunitense.

12. I delegati dell'ENI hanno affermato, che continueranno comunque a portare avanti attività di esplorazione e sviluppo ricadenti nelle obbligazioni contrattuali. I vertici della compagnia riconoscono che ci sia un sostanziale disaccordo tra l'ENI ed il Governo Statunitense circa quali attività siano nuove e quali siano vecchie (incluse nel contratto). A riguardo dicono che sperano di chiarire la questione con Washington durante alcune prossime riunioni di Gennaio con il Dipartimento di Stato ed il Ministero del Tesoro americani. Messi sotto pressione circa le esistenti obbligazioni, la delegazione ha detto che l'ENI è sotto contratto per raggiungere certi obbiettivi di estrazione, in ordine da garantire dei livelli di produzione stabiliti, all'interno di un limite di tempo. Hanno aggiunto anche che l'ENI deve tenere una soglia di produzione per  poter recuperare i capitali investiti. Inoltre spieagno che l'ENI riceve periodici pagamenti in petrolio dall'Iran, in quantità relative agli obbiettivi di produzione raggiunti.

13. I delegati ENI ammettono le frustranti difficoltà dell'operare in Iran, ma afferano che la priorità è quella di recuperare i capitali investiti, in accordo con i regolamenti UE. Il capitale totale investito è stimato dall'ENI in 3 miliardi di Dollari, di cui il 60% circa è già stato recuperato (circa 1,7 miliardi). I dirigenti della compagnia dicono che l'ENI deve ancora recuperare 1,4 miliardi di Dollari dalle sue operazioni in Iran; se tutto procederà come pianificato, l'ENI recupererà i capitali in questione verso la fine del 2013 o per l'inizio del 2014. Inoltre hanno spiegato come i contratti con l'Iran prevedano la possibilità di estensione nel caso in cui la compagnia non sia in grado di recuperare i capitali nei tempi prestabiliti. I dirigenti ENI avvertono che la compagnia potrebbe incontrare sanzioni UE nel caso di un ritiro prematuro dall'Iran a seguito delle pressioni USA.
THORNE (Ambasciatore)


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traduzione A. U.

sabato 20 novembre 2010

Media and the Power, the theocracy of TV in Italy.

I recently had a talk with a swedish friend about the danger of media and then more than ever, I understood how in Italy things have gone far, too far. First of all I need to go deeper into the very definition of media. The Latin medium is to be translated "mean", something with which you achieve a purpose, a goal. The communication mass media is the mean with which the people constantly get information. 
 

After the fall of the Roman Empire (476 a.c.) the cities got empty because the people moved to the country founding new villages; At this point the roman catholic church became the biggest mass media in European history. Their power was absolute and lasted for more than 1000 years. They had the power to inform people about anything they wanted, and there was no alternative, no opposition to their news. They were the holders of the truth not because they actually had the truth, but because nobody else had power to say something different.

The big change happened during contemporary history, the first encyclopedia and the first news papers; before the invention of the printers most of the books were hand written by monks but now they were losing their monopoly over information, and for a while the press has been free from the power; the invention of TV put in danger this freedom. 
On TV the information is immediate, always up to date minute after minute. On TV information became formation and education. Children grow up in front of the TV, adults get almost 100% of their perception of the world watching TV. People choose who to vote watching TV. 

Of course internet is a good alternative to TV, but some elements make it ineffective in Italy; on the internet you get what you look for, so you get free information only if you look for it, otherwise you get just a photocopy of what you have already seen on TV. Second, is very rare that adults over 40 know how to use a computer, and international media are basically inaccessible to most Italians because really few people understand English. In such a country if you have access to press and TV you have access to the same power once owned by the Roman Church; the Absolute power.
Silvio Berlusconi with Bettino Craxi

Being aware of this danger, in Italy it was forbidden by law to own a national broadcasting TV channel, so the only three were those of the state owned company Rai, the equivalent to Svt. I will not go too deep about which powers moved a man to take over Italians media, I will only write about how he did it. During the 80s a man from Milan named Silvio Berlusconi bought off several local TV channels, almost one for each italian region. Later he started broadcasting the same programs in all regions, at the same time, with the same commercials. Of course this violated the law about television monopoly, so Berlusconi was called on a trial, this trial never happened though. 

During the late 80s the government (Craxi) pushed the parliament to remove the monopoly on television. The left wing opposition didn't fight against it because they got to control one of the Rai channel. This is how Berlusconi got to keep his three national channels (Mediaset). This is what I call the pact with the devil, and this is why the left wing parties in Italy need to be completely reformed, they are still the same people who sold Italy to Silvio Berlusconi.
Berlusconi and the former Democratic Party leader

Owning three national TV channels, and a very big part of the press (Mondadori Group), he founded a party and ran for parliament election after a few years; He won and became prime minister in the early 90s, and by doing this he took power of the state owned TV channels. Nowadays he controls 6 over 8 national channels (the other 2 are Mtv and a minor channel), his power is Absolute.
If there is only one voice telling a story, people will believe it to be true. If the same story is told for 15 years, people will believe it to be the only Truth.

Television is now the italian state religion, with the worst creed ever: consumerism is the path to happiness.

A.U.
Published in Stockholm on Huvudstadsbladet (october 2010)

martedì 16 novembre 2010

La fuliggine negli occhi

Ieri sera (15/11/10) in TV è andato in onda un programma che senza esagerazioni ha un valore storico. "Vieni via con me" ha avuto dei contorni appassionanti ed emozionanti, ma non è ció che è stato detto ad alta voce a fare la storia, bensì ció che che è stato sussurrato tra una parola e l'altra. Prima di continuare a leggere questo articolo riguardatevi l'intervento di Saviano sulla mafia in Lombardia. Per la prima volta da tanto, qualcuno ha avuto l'occasione di dire che la mafia non fa i suoi affari nel sud, ma a Milano. 

Qualcun'altro lo fece già moltissimi anni fa, due persone per l'appunto; uno l'hanno ammazzato facendo saltare in aria un'autostrada, all'altro gli hanno fatto esplodere un'automobile carica di tritolo a pochi metri di distanza. Quando ció accade non si muore e basta. Prima ancora che un detrito possa ferirti è il tuo stesso corpo che implode e poi esplode per la pressione. Diventi vapore, ti mischi alla fuliggine. Se sei fortunato qualche frammento resta. Chi tocca la mafia al sud, da fastidio solo ad una famiglia, ad un boss, ad un latitante; cose sí fastidiose ma non mortali per l'organizzazione. Ma se tocchi Milano sei una spina nel fianco, un dolore che deve essere rimosso. Questo messaggio l'abbiamo imparato proprio quando Falcone e Borsellino si sono mischiati alla fuliggine, Saviano ce l'ha solo ricordato.

Ma come ogni scrittore degno di tale onore, Saviano sa usare le parole e sa lanciare sfide e minacce terrorizzanti per chi nasconde qualcosa. Dante Definì la chiesa come una bestia assetata di potere, ed invocó una rivoluzione chiedendo in un anagramma l'intervento di Enrico VII imperatore del Sacro Romano Impero. Lo fece in uno dei canti più conosciuti al mondo, quello che sempre ci capita sotto il naso e che molti sanno a memoria (l'inizio almeno); il canto primo dell'inferno, introduzione all'opera e manifesto rivoluzionario di Alighieri.
Ma Saviano che ci ha detto? Inizia nominando le tre mafie e la leggenda della loro fondazione, ma poi si sofferma sulla descrizione di una sola delle tre mafie. Dato il suo sfondo culturale e la sua attività letteraria verrebbe istintivo pensare -Ah, ora parlerà e ci spiegherà qualcosa sulla Camorra e le piaghe in Campania-. Invece no, va avanti parlando solo ed esclusivamente della mafia calabrese, la 'ndrangheta. Sará un caso? andiamo avanti per gradi. Il suo monologo procede concentrandosi su tre aspetti: la gerarchia, gli affari in Lombardia, e l'autoreclusione.


La gerarchia viene divisa in due livelli, quello degli esecutori materiali e quello dei reggenti del potere. Afferma che esecutori non conoscono neanche i nomi di chi ha il potere e alcune figure in cima alla scala del potere, nascono a Milano.

Gli affari della mafia sono a 360 gradi, ma gli affari stessi hanno gerarchie. Si creano soldi sporchi di cocaina al Sud, per poterli reinvestire negli imprenditori del Nord. L'intero mercato immobiliare di alcune cittá è totalmente controllato dalla 'ndrangheta.

L'autoreclusione mostra con disinvoltura un altro aspetto affascinante e misterioso di Saviano. Dice che i carabinieri lo portano a vedere i bunker, lo portano a vedere i luoghi simbolo della 'ndrangheta. Ma lui non é un turista o un magistrato, perchè lo portano in giro a vedere i bunker?


Oltre a raccontare a noi questa storia, Saviano sta inviando un messaggio ad alcune persone, sta dicendo - Ehi! Guardate che sto scrivendo su di voi e sui vostri affari. Guardate che i servizi mi stanno aiutando a raccolgiere le informazioni che mi servono. Guardate che anche se i media hanno il bavaglio e la giustizia non riesce a mettervi all'angolo, con la mia penna sto scrivendo le lapidi del vostro potere. Guarda che ora sei al capolinea, se ti salvi dalla giustizia, non ti salvi da me.

Di chi parla Saviano? Negli anni ottanta un EX VENDITORE DI LAVATRICI senza capitali ereditati e con un passato da animatore sulle crocere, di punto in bianco ha i capitali necessari per entrare nel mercato immobiliare. Direte voi, magari gli affari gli vanno bene, ha risparmiato un po' e si è costruito una palazzina, giusto per farsi due soldi dagli affitti... No. Codesto EX VENDITORE DI LAVATRICI costruisce una città. Letteralmente!  Dal nulla ha i capitali sufficenti per trasformare una palude di Segrate (MI) in una cittá: Milano 2.

Con i profitti dalle vendite ha ovviamente anche i soldi per costruire Milano 3... poi si stufa di costruire altre milano e allora iniziaa comprare tv ed editoria. Da dove pensate saltino fuori quei soldini misteriosi??


Saviano ieri ci ha detto proprio questo, che la 'ndrangheta ha finanziato Silvio Berlusconi; quando parla di capitali dati a imprenditori milanesi, non parla in generale, parla di Berlusconi. Quando parla di infiltrazioni nella politica parla di Berlusconi. Quando parla degli scudi fiscali, processi brevi e intercettazioni, è ancora più esplicito, sta dicendo e dice, che Berlusconi fa un grosso favore alla 'ndrangheta (e a tutte le altre mafie in questa circostanza). Quando parla di mercati immobiliari di intere cittá controllati dalla 'ndrangheta, non sta parlando di Telti, Berchiddeddu, od Oviló, sta parlando di Milano 2 e Milano 3.

Berlusconi non è più intoccabile, ora si può parlare. Questo è il terzo messaggio di Saviano, indirizzato a tutti i giornalisti italiani che sanno ma non ne possono parlare. La dittatura sta per finire, datele il colpo di grazia.

Finalmente in Italia c'è la possibilità storica, di poter ridare dignità a chi si é dissolto nella fuliggine. «Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini
Giovanni Falcone


A.U.

mercoledì 29 settembre 2010

The end of Mr Berlusconi?

Today is a critical day for the future of Italy, PM Silvio Berlusconi is about to have a speech in the Camera, the biggest of the two chambers of the Italian parliament. This speech will be about what he calls the 5 pillars of his government's policy, which recall to his electoral programme. Slow down!

In 2008 Silvio Berlusconi was appointed as Prime Minister after his coalition won the elections; this coalition was formed by two parties, "Lega Nord" (northern league, which came to politics in order to detach northern Italy from te rest of it) and Popolo Delle Libertà (the people of freedom, a joint party between Berlusconi's party -FI- and Gianfranco Fini's party -An).

Since 2008 things in Italy got worse and worse. With the financial crisis going on the main topic of reform was still only the justice, how? By Italian constitution everyone is the same to the eyes of Justice, meaning that if you committed a crime, it doesn't matter if you are the Prime Minister, you go to Court. This is what he is trying to change.

He already tried two times, and he failed both of the times because even if his bill was approved by the parliament, the constitutional court rejected it, saying that it is clearly against the Constitution. After the second fail in 2009, he decided to be drastic and change the constitution.

This and many other scandals found a resistance inside Berlusconi's own coalition, Gianfranco Fini (the one with which he created his brand new party). This man is also the president of the Camera, so whatever thing he says, it is worth twice as much. Fini built his carrier recalling on the respect for justice, staying silent would have meant to him losing a lot of voters. So he decided to go against him and speak in favour of Justice.

For example Berlusconi started to name the judges "toghe rosse" (red robes) claiming on national TV and on all his newspapers, that the judges are almost all communist, and they are conspiring against him. This because after several recorded phone calls they heard some Mafia bosses talking about him and his associates... another story.Fini always defended the judges, so he could keep good relations with his voters.

After many episodes like this, Berlusconi kicked out of the party Fini and two other members of the parliament loyal to Fini. This was in July 2010.

The day after several people followed Fini hoping for a change, and tired of Berlusconi's abuses. This meant a crisis for Berlusconi because he lost his majority in both chambers. Now his government is not legitimate, so there are three options; he can create a new government if any party from the opposition joins him, he can keep his government if enough members from both chambers betray their parties and join his, or he fails in both and he must call for elections.

The speech he is going to have today is about this, he is going to try anything to stay in power. The next 24 hours will decide the future of a whole country.

venerdì 24 settembre 2010

La vergogna di chi tace...

Ho ricevuto questa mail poche ore fa, ho deciso che tacere a questa richiesta sarebbe stato come sputare in faccia a me stesso, perchè un ricercatore è in fondo la forma più evoluta dell'essere studente. Spero che tutti coloro che in conscenza sentono avere una parola di sostegno, quella parola non la anneghino nella consuetà omertà, ma la esprimano. 
Ho espresso a questa ricercatrice il mio desiderio di raggiungere il senso critico degli studenti; implicità da parte mia è la certezza che esso esista,  esplicità sia la vostra conferma a questa mia illusione. 

Affogate il silenzio con i vostri commenti.
Alessandro Usai

Gentili rappresentanti degli studenti,
come forse saprete, è in atto in tutta Italia una protesta contro il DDL Gelmini. Promotori principali sono i ricercatori universitari.
Forse sui giornali e alla televisione avete sentito parlare di "sciopero" dei ricercatori, ma in realtà non si tratta di sciopero. I ricercatori, in segno di protesta, hanno scelto di limitarsi a fare quello che la legge prevede per loro, ovvero la didattica integrativa ai corsi ufficiali tenuti da professori associati o ordinari. Questo significa che si dichiarano indisponibili a assumere la titolarità dei corsi, come hanno fatto sinora con entusiasmo e sempre a titolo gratuito.
I ricercatori sono in prima linea per diverse ragioni:
1) La legge risulta fortemente lesiva nei confronti della attuale figura del ricercatore, a cui di fatto tende a bloccare la carriera, introducendo una nuova figura di ricercatore a tempo determinato, che, data la scarsità dei fondi, verrà probabilmente spremuto come un limone e poi scaricato.
2) I ricercatori hanno la possibilità di protestare rimanendo nei limiti della legge, e limitandosi, come detto sopra, a fare il proprio dovere.

Tuttavia la protesta  non è solo dei ricercatori e a favore dei ricercatori. A noi preme molto di più difendere attraverso la nostra protesta la qualità dell'università pubblica, messa a serio repentaglio dai progressivi tagli previsti dalla finanziaria e dalla riorganizzazione del sistema universitario fortemente oligarchica (al contrario di quanto sbandierato) che bandisce ogni forma di democrazia.

Riteniamo che la opposizione al DDl Gelmini, che pretende di riformare l'università a costo zero, anzi a MENO ZERO (dati i tagli) sia una delle ultime occasione per cercare di salvare quello che è rimasto. Non dimentichiamo che siamo il paese europeo che investe meno nell'istruzione, dopo di noi solo la Slovacchia (ma la supereremo presto!). Questo ha terribili ripercussioni sul paese in termini non solo culturali ma anche economici.  I tagli significano molte cose e, immediatamente, per gli studenti una formazione di minor qualità e valore.

Molti ordinari e associati hanno dichiarato la loro adesione alla protesta ma per noi è fondamentale anche quella degli studenti, che hanno tra gli altri, il compito importantissimo di informare  le  famiglie e quante più persone possibili per contrastare l'interessata disinformazione del sistema pubblico.

E' importante che gli studenti capiscano che la protesta non vuol ledere il loro diritto allo studio, ma al contrario, difenderlo a spada tratta e garantire che le persone che verranno dopo di noi e di voi possano avere una università PUBBLICA di qualità senza la quale non c'è mobilità sociale, non c'è crescita economica.

Per tutto questo e molto altro, cari rappresentanti, speriamo di poter contare sul vostro sostegno, speriamo anche che possiate partecipare alle riunioni che si terranno e di cui vi daremo notizia e  che informiate i vostri colleghi.

Un saluto cordiale
i ricercatori della facoltà indisponibili

Il Quasi Generale Gheddafi; l'ignoranza ed il Nanetto

In visita a Roma ne ha voluto sparare alcune delle sue, e ovviamente non potevano mancare le solite hostess, i corani, la tenda ed il Nanetto a fare da maggiordomo. Insomma, lui si diverte e gli altri ne pagano le conseguenze.

La tattica di immagine adottata dal Colonnello (che poi non capisco perchè non ne approfitti a diventare generale...) è basata su ciò che lui professa come Islam, ma che nei modi e nei riti sa tanto di quell'oscuro missionarismo cristiano il cui scopo è convertire, convertire, convertire!

La predicazione ai fini della conversione è nell'Islam un discorso molto particolare , che per semplicità espositiva riassumo in pochi passi.
Maometto è secondo il credo mussulmano, l'ultimo dei profeti, colui che ha creato la religione monoteista Araba basata sul credo ebraico e cristiano. Infatti al tempo (VII secolo D.C.) le religioni diffuse in medio oriente erano Giudaismo e Cristianismo, sviluppate soprattutto in quella striscia di terra che oggi va dal Libano alla bassa giordania. Questa era popolata da arabi, armeni, ebrei, bizantini e anche persiani. Qui tutti seguivano una delle religioni monoteiste, mentre a sud di questa terra, nella penisola araba le religioni erano tante ed erano quasi esclusivamente politeiste, con riti e credi che fanno sembrare i moderni fanatici non più che dilettanti catechisti. Un breve esempio rigurda proprio il ruolo della donna; alla nascità, se il neonato era femmina, e di femmine ce n'erano già tante nella tribù, il padre aveva il dovere di soffocare la figlia nella sabbia. Sono famosi i versi di un poeta preislamico che descrivono un padre affranto poichè la sua barba è ancora sporca della sabbia che la piccola gli ha calciato in faccia mentre soffocava nella sabbia. Maometto, riluttante di questa pratica, la proibi e la estinse da tutta la penisola.

In poche parole, la penisola araba prima dell'Islam era l'inferno in terra. In questo contesto la predicazione di Maometto rivolta alla conversione ha l'obbiettivo di dare agli Arabi una religione monoteista, e porre fine alle varie ed orribili religioni esistenti ed ai loro rituali. Qui va sottolineato che la conversione non venne mai imposta, nè richiesta a coloro che Maometto chiamava "Genti del Libro", ossia Cristiani ed Ebrei. Di fatto lo stesso Maometto ebbe sia mogli cristiane che mogli ebree. La stessa conquista territoriale voluta da Maometto, si limitava alle sole popolazioni arabe. Di fatto l'espansione al di fuori della penisola non avenne durante l'età di Maometto ma più tardi.

La storia dell'islam è stata da sempre caratterizata da questo principio del rispetto verso le "Genti del Libro", ad esempio durante la dinastia dei califfi Omayyadi moltissimi alti funzionari e ministri erano cristiani.
Il califfato di Cordoba è invece ricordato per la totale libertà di culto e rispetto verso le altre religioni monoteiste.

Ora, il comportamento e le esternazioni di Gheddafi dimostrano la sua immensa ignoranza verso la sua stessa religione, dimostrata anche dal fatto che ha consegnato dei corani tradotti in italiano, il chè è vietatissimo, dato che il corano può essere letto da un fedele solo ed esclusivamente in arabo.

Altro comportamento che mostra l'ignoranza di Gheddafi è la cerimonia di conversione delle ormai famose tre ragazze a Roma. A differenza dei cristiani con il battesimo, l'Islam non prevede nessuna cerimonia per la conversione, ma solo ciò che viene chiamata "professione di fede", che consiste nel dire ad alta voce una frase in Arabo (Non c'è dio al di fuori di Allah e Maometto è il suo messaggero). Detto questo si diventa mussulmani (muslim, participio passato del verbo sottomettersi, inteso alla volontà divina). Nessun rito è previsto ma anzi il tutto è abbastanza privato.

Tutto questo fare Islam da parte del quasi Generale serve sia per farsi pubblicità tra il suo popolo (ed il suo soltanto perchè presso gli altri stati arabi gode della considerazione che si ha di una cingomma sul marciapiede), ma anche per distrarre l'opinione pubblica italiana da un'altra cosa che ha detto. Infatti il caro didattore ha avanzato al governo italiano una richiesta di riscatto per riparazioni dal periodo coloniale di ben 5 miliardi di euro.

Attenti perchè il Nanetto (che considera se stesso l'ultimo vero profeta), potrebbe anche farci un pensierino pur di migliorare la sua (personale) partnership economica col raìs; tanto a fare investimenti privati con i soldi pubblici c'è abituato.

A.U.

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