lunedì 6 dicembre 2010

Wikileaks in Italiano: i rapporti tra Putin e Berlusconi

S E C R E T SECTION 01 OF 05 ROME 000097

NOFORN
SIPDIS

DEPT FOR INR/I

E.O. 12958: DECL: 01/19/2019
TAGS: PREL PGOV ENRG EPET RS IT
SUBJECT: ITALY-RUSSIA RELATIONS: THE VIEW FROM ROME
(C-RE8-02675)

REF: A) 08 STATE 134386 B) ROME 451

Classified By: Ronald P. Spogli, Ambasciatore

1. Questo è un cablogramma delle sezioni politica ed economica congiunte.

2. Riassunto. I rapporti dell'Italia con la Russia sono complessi e comprendono simpatie ideologiche storiche, valutazioni geostrategiche, pressioni commerciali, dipendenza energetica e rapporti personali tra i vertici dei due paesi. la combinazione di questi fattori crea una forte tendenza per la politica estera italiana, ad essere altamente ricettiva degli sforzi russi ad aquisire influenza in Europa, ed allo stesso tempo a sostenere gli sforzi russi nel diluire gli interessi di sicurezza americani in Europa. Nella suo raporto con la Russia, l'energia é la questione bilaterale più importante, e la ricerca di risorse energetiche stabili dalla Russia, forza l'Italia a venire a compromessi su politica e sicurezza. Un fattore concomitante di rilevanza è il desiderio del Primo Ministro Berlusconi, ad essere visto come un giocatore europeo importante nella politica estera; ciò lo spinge dove altri non osano. Fine Riassunto.

RADICI DELLA RUSSOFILIA ITALIANA: IDEOLOGIA A SINISTRA E OPPORTUNITÁ DI UN MERCATO A LUNGO TERMINE A DESTRA
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

3. Fino alle elezioni parlamentari del 2008, il Partito Comunista italiano e altri vari gruppi di sinistra, erano un elemento permanente della scena politica italiana. Durante la Guerra Fredda, membri del movimento comunista italiano hanno tenuto stretti rapporti con l'Unione Sovietica, altri paesi comunisti e molti movimenti comunisti rivoluzionari. A differenza di molti altri partiti comunisti nel mondo, il movimento comunista italiano non cambia il suo perdurante credo nel Marxismo-Leninismo come valida alternativa economica al Capitalismo. Mentre molti intellettuali di sinistra europei riconoscono che, eccetto l'approccio autoritario del governo, la Russia di Putin si rifà poco degli ideali comunisti, i comunisti italiani e altri esponenti di sinistra sono apertamente pro-Russia sulla base di solidarietà ideologica. Questo, combinato con l'avanzata età di molti politici di rilievo, impedisce agli esponenti di sinistra di andare oltre l'immagine del mondo che hanno sviluppato (e apparentemente congelato) durante la Guerra Fredda.

4. Attraverso la Guerra Fredda, gli interessi commerciali italiani hanno seguito la linea del cosa è convenevole in rapporto al mercato sovietico. Dopo il collasso dell'Unione Sovietica, l'esplosione del benessere economico in Russia ha creato una massiva domanda di esportazioni di prodotti di lusso dall'Italia. Dal 1998 al 2007 le esportazioni italiane in Russia sono cresciute del 230%, da 2,7 miliardi a 9,5 miliardi di €uro. Molti uomini d'affari leader in Italia iniziarono a vedere la Russia come un mercato infinito, che poteva sostituire le perdite di esportazioni subite in altre parti del mondo. Questi uomini d'affari hanno si sono legati strettamente ai politici di destra pro-business e orientati al mercato libero; tra questi anche il patron dell'élite affaristica italiana, Silvio Berlusconi.

LA PARTICOLARE INFLUENZA DI PUTIN NELLE POLITICHE RUSSE DELL'ITALIA
-------------------------------------------------------------------

5. Mentre i partiti italiani, il Ministero degli Esteri e l'ENI esercitano qualche influenza sulle politiche italiane riguardo la Russia, il fattore d'influenza più importante è di lunga l'attenzione personale che Putin esercita sulle relazioni. Dai nostri conti ci risulta che Putin abbia avuto, nel passato recente, più incontri bilaterali con i primi ministri italiani di chiunque altro leader mondiale. È stato il primo leader ad incontrare Berlusconi dopo la vittoria elettorale del 2008, arrivando in Sardegna prima ancora che il Primo Ministro avesse giurato. Berlusconi crede che Putin sia un suo stretto amico personale e continua ad avere con lui più contatti che con gli altri leader mondiali. Durante la crisi in Georgia, Berlusconi ha parlato a Putin tutti i giorni per quasi una settimana. Le basi dell'amicizia sono dure da determinare, ma molti informatori ci hanno detto che Berlusconi crede che Putin, un compagno "magnate", si fidi di Berlusconi più di qualunque altro leader. (un contatto all'interno della Presidenza del Consiglio Italiano ci ha detto che i loro frequenti incontri sono accompagnati da sontuosi regali). Berlusconi ammira lo stile macho, deciso ed il governo autoritario di Putin che crede si rispecchi nel suo. Dalla parte russa sembra che Putin abbia dedicato molta energia nel guadagnare la fiducia di Berlusconi.

6. Sia contatti dal Partito Democratico che dal Popolo della Libertà, hanno comunque suggerito connessioni più abominevoli. Loro ritengono che Berlusconi ed i suoi compari stiano approfittando personalmente di molti degli accordi energetici tra Italia e Russia. L'ambasciatore georgiano a Roma, ci ha detto che il Governo della Georgia ritiene che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale di profitto da ogni conduttura sviluppata dal Gazprom in collaborazione con l'ENI. Ogni qual volta solleviamo la questione Russa con gli informatori del PdL, ci viene indicato di solito l'On. Valentino Valentini, membro del Parlamento ed in qualche modo una figura d'ombra che opera come uomo chiave di Berlusconi in Russia, nonostante egli non abbia ne uno staff ne un segretario. Valentini, che parla Russo e viaggia in Russia diverse volte al mese, appare frequentemente al lato di Berlusconi quando egli si incontra con altri leader mondiali. Ciò che fa nelle sue frequenti visite a Mosca non è chiaro, ma moltissime voci lo definiscono come il curatore degli interessi in Russia di Berlusconi. Tutti i nostri informatori descrivono Valentini come un poliglota, ex interprete, vicino a Berlusconi con riguardo alla Russia, ma non un uomo politico.

7. Tutti i nostri informatori (dal PdL, PD, Ministero degli Esteri, Presidenza del Consiglio ed ENI), ci informano che Berlusconi determina la politica dell'Italia verso la Russia da solo, senza ne accettare ne chiedere pereri a nessuno. Virtualmente sono tutti restii ad affrontare Berlusconi sul tema Russia, anche quando il suo operare è al peggio. Nel Novembre 2008, dopo una disastrosa conferenza stampa nel quale tra l'altro, il Premier ha descritto l'espansione della NATO nei Balcani (riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo dalla NATO), e la difesa anti-missilistica come esempio di provocazione Statunitense verso la Russia, gli altri vertici del Governo si hanno fatto il classico "stai giù-e-riparati." In risposta alle nostre obbiezioni, il Ministro degli Esteri e lo staff del Premier ci hanno timidamente reindirizzato al Premier stesso, piuttosto che trasmettergli la spiacevole notizia che aveva fatto infuriare non solo gli americani, ma altri membri del Gruppo di Contatto nei Balcani, per non menzionare i polacchi ed i cechi. Anche il Ministro degli Esteri F. Frattini ammette che non esercita alcuna influenza su Berlusconi riguardo la Russia. Durante un incontro verso i primi di Settembre in Italia, l'ex Vice Presidente USA Chiney ha affrontato Frattini circa la pubblica e controproducente posizione sul conflitto in Georgia. Un Frattini sottomesso ha evidenziato che, nonostante egli abbia forti opinioni a riguardo egli abbia ricevuto l"ordine di marcia" dal Premier in persona.

8. Angosciosamente, Berlusconi tratta le politiche russe come quelle interne: tatticamente e giorno per giorno. Il suo desiderio prorompente è quello di restare nelle grazie di Putin, e frequentemente ha rilasciato dichiarazioni che gli furono passate direttamente dallo stesso Putin. Uno esempio: in seguito alla crisi georgiana Berlusconi ha iniziato (e continua) ad insistere che la Georgia era l'aggressore e che il Governo Georgiano era responsabile per diverse centinaia di morti civili nell'Ossezia del sud.

NESSUNA LEADERSHIP ISTITUZIONALE IN RUSSIA
------------------------------------------

9. Tentare di capire chi possa esercitare delle influenze in Russia, non è un compito facile. Una cosa è sicura però, non è il Ministero degli Esteri. Il Ministro Frattini è largamente visto come il solo messaggero di Berlusconi nelle politiche sulla Russia, cosí infatti si é dimostrato con il Vice Presidente Cheney durante la scorsa visita a Roma nel Settembre 2008. All'interno dei ranghi professionali, risorse e competenze sono scarse. Il Ministero degli Esteri Italiano ha un solo diplomatico assunto a tempo pieno per la cura degli affari con la Russia ed i paesi dell'ex Unione Sovietica: il Direttore dell'ufficio. La posizione di vice direttore, e quella di segretario amministrativo con compiti di copertura per i paesi dell'ex Unione Sovietica, sono vacanti. La terribile situazione del budget italiano impedisce l'assunzione di personale aggiuntivo nello staff del Ministero per almeno i prossimi due anni (informatore al Ministero degli Esteri). Il supervisore a questo ufficio anche responsabile per i balcani e per il resto d'Europa, ma neanche lei, come Frattini, avere poca o alcuna influenza su Berlusconi. Lo staff alla Presidenza Del Consiglio non va molto meglio. La sezione dei consiglieri diplomatici è scarsamente costituito, con una sola persona per area geografica. La posizione che copre la Russia `assegnata ad un diplomatico di medio livello, che comunque sta per essere trasferito. Sembra che nessuno verrà nominato al suo posto. Come risultato, la carica che copre il Medio Oriente (tra l'altro anche vice direttore della sezione) sarà costretto a prendersi cura anche di quell'ufficio, in aggiunta alla sua già traboccante agenda ed ai suoi impegni manageriali.

10. Nel 2008 il Ministero degli Esteri intraprese lo sforzo di produrre una strategia a lungo termine di politica estera per il Governo Italiano. In un documento intitolato rapporto 2020, il Ministero sottolinea la sua visione strategica per i prossimi 15 anni. Il rapporto nota come le realtà geostrategiche abbiano creato per l'Italia, il bisogno di adattare la sua politica estera con riguardo alla Russia, e richiama il paese a cercare una "relazione privilegiata" con Mosca, ai fini di stringere il loro preminente interesse bilaterale: L'energia.

L'ENERGIA DIVENTA IL PUNTO CHIAVE BILATERALE
--------------------------------------------

Con virtualmente nessuna risorsa energetica interna, nessun impianto nucleare, ed un'ambiziosa compagnia energetica parastatale (ENI), L'interesse bilaterale chiave con la Russia è diventato la ricerca di risorse energetiche a lungo termine. Il Governo Italiano ha supportato gli sforzi dell'ENI e di altri giganti energetici nel creare un'unica partnership  a lungo termine per la collaborazione con la Russia ed il Gazprom. L'ENI, il più prominente gruppo parastatale italiano, regge un immenso potere politico; la sua strategia d'affari si è concentrata su ambienti geopoliticamente complicati, generalmente considerati come troppo rischiosi da molti dei suoi concorrenti internazionali. Gli sforzi lobbisti tra Governo ed ENI sono costituiti meglio degli stessi uffici governativi. Hanno anche un diplomatico assegnato dal Ministero degli Esteri. Riteniamo che Berlusconi dia al suo direttore diplomatico (Paolo Scaroni) lo stesso peso che da a Frattini, tanto che va da solo alle conferenze stampa in merito. Il Direttore degli Affari Governativi dell'ENI ha ammesso che si incontra con Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e confidente di Berlusconi, con frequenza settimanale. Fonti da diversi partiti, sia maggioranza che opposizione, ci hanno detto che l'ENI è uno dei contribuenti principali dei molti gruppi di esperti del paese (gruppi che producono discussioni di politica estera pubblica ed eventi del calibro delle relazioni Italia-Russia). In uno di questi eventi del 2007, una conferenza sull'Asia centrale, i delegati dell'ENI e dell'Edison ebbero a disposizione 30 minuti a testa per parlare, mentre i quattro ministri degli esteri ed un vice ministro degli esteri di cinque paesi dell'ex Unione Sovietica, furono schiacciati tutti in un unica ora. ci sono anche sospetti che l'ENI tenga dei giornalisti nel suo libro paga.

12. Sia membri dai partiti di governo che di opposizione, ci hanno detto che ritengono che l'influenza dell'ENI vada oltre i punti sull'energia. Un esponente del PD ci ha detto che la presenza dell'ENI in Russia è altamente sproporzionata al sottosviluppato staff dell'ambasciata. Mentre non è chiara quanta coordinazione politica ci vuole tra l'ENI e la struttura politica russa, gli stessi membri del PD hanno notato che l'ENI ha tenuto la stessa quantità di contatti con le strutture politiche ed economiche russe che la stessa ambasciata, se non di più. Inoltre i messaggi politici vengono spesso trasmessi attraverso questi contatti al posto dell'ambasciata a Mosca. A Roma poi, L'ENI tiene stretti contatti con i membri del parlamento, cosa che non fa neanche lo stesso Ministero degli Esteri che si limita ad incontrare solo i membri della Commissione Esteri.

AN ENERGY POLICY WITHOUT THE POLICY
-----------------------------------

13. L'ENI ed altri giganti energetici sono riusciti a spingere con discreto successo le loro questioni, fino ai vertici del Governo Italiano. I leader di entrambe le parti politiche sembrano stranamente non preoccupati dal dipendere dall'energia russa. Sottolineano che anche durante il peggio della Guerra Fredda, hanno dipeso dal carbone russo, senza conseguenze negative. Gli italiani sono anche tranquillizati dalla vicinanza geografica alle risorse del Nord Africa, ossia sono meno dipendenti dalla Russia rispetto a paesi come la Germania e il blocco dell'ex Unione Sovietica.

14. Durante una visita dell'Ambasciata Americana al quartier generale dell'ENI, il nostro staff ha partecipatoi ad una riunione sulle operazioni energetiche ENI in Russia. Il punto di vista dell'ENI sulla situazione energetica europea era fastidiosamente simile a quello del Cremlino e del GAZPROM, ed a tratti condito di una retorica reminiscente della dialettica dell'era sovietica: secondo l'ENI la minaccia reale alla sicurezza energetica dell'europea occidentale non è la Russia, ma L'Ucraina. La vera soluzione all'instabilità energetica europea sta secondo l'ENI, in gasdotti diretti con i campi di estrazione russi, che non debbano attraversare l'Ucraina, fondamento logico per i gasdotti South stream e North Stream. Gli ingegneri dell'ENI sperano di poterle costruire entrambe, usando l'esperienza guadagnata con la costruzione del gasdotto Blue Stream, che collega la Russia alla Turchia passando sotto la parte Est del Mar Nero. In aggiunta l'ENI cerca la piena partecipazione della Russia nel progetto South Stream. Fonti dal Governo Italiano e dall'ENI ci hanno riportato che l'ENI ha avuto difficoltà nell'ottenere un fermo impegno dei russi in questa partecipazione. Il crollo del prezzo degli idrocarburi può aver ridotto gli incentivi economici a questo progetto, ma molti analisti pensano che gli interessi geostrategici russi riconquisteranno la considerazione di questo progetto. L'ultima disputa sul gas tra Russia ed Ucraina sembra abbia ravvivato l'interesse nei progetti North Stream e South Stream, soprattutto tra chi vede l'Ucraina come un problema. L'Italia non è comunque  completamente cieca di fronte ai pericoli della dipendenza energetica dalla Russia, e sta facendo qualche passo che può prevenire un incremento della percentuale di importo energetico dall Russia. Ritornato al potere, Berlusconi ha annunciato di voler aprire al nucleare in Italia. Anche se il Governo Italiano sembra serio, questo progetto comporterebbe spese da far uscire gli occhi dalle orbite, impegno a lungo termine, e la soluzione di complicati problemi ambientali. Alcuni temono che il progetto sul nucleare venne lanciato solo a causa dell'innnalzamento del prezzo del petrolio a 140 Dollari al barile, e si chiedono se l'impegno italiano al nucleare cadrà con l'abbassamento dei prezzi. L'Italia sta anche aumentando il suo uso di GPL, e sta finendo i lavori in un nuovo terminal nel Nord Adriatico. Il Governo Italiano non è proprio entusiasta del complesso gasdotto UE Nabucco, e nel mentre sembra stia supportando il progetto su piccola scala del gasdotto Turchia-Grecia-Italia, con lo scopo di portare Gas dal Caspio all' Europa Occidentale. L'Edison, compagnia francese con radici italiane, sta valutando se impegnarsi in questo progetto. Anche se le risorse di gas dell'Azeirbaigian, e la disponibilità della Turchia a lasciar andare  a Ovest il suo gas, sono problemi irrisolti, L'Edison pensa di avere una possibilità di successo, perchè a differenza di Nabucco, questo progetto è piccolo abbastanza da non provocare (secondo l'Edison), l'opposizione della Russia. Il Governo Italiano, specialmente il potente Ministro per lo Sviluppo Economico Scajola, supporta il progetto Turchia-Grecia-Italia, in fatti alcuni vertici del Governo hanno lamentato che a volte gli Stati Uniti sembrano implicare che Nabucco debba avere la priorità. C'è la paura che un lancio di successo di South Stream possa, promettendo di incontrare domanda, condannare al fallimento sia South Stream che Nabucco.

UNA POLITICA ESTERA PROGETTATA PER NON RIFIUTARE NULLA ALLA RUSSIA
------------------------------------------------------------------

16. La combinazione di simpatie ideologiche storiche, la dipendenza energetica, la mancanza di istituzioni influenti, ed una stretta relazione personale tra Berlusconi e Putin, serve a procurare alla Russia un alleato apparentemente fidato, eccessivamente volenteroso di lavorare fuori orario all'interno dell UE per conto di Mosca. La Russia può contare sull'Italia per rimuovere i suoi fastidi nelle sue  relazioni con l'Occidente, comprendendo:

- pressioni sull'Ocse a trascurare le violazioni sugli impegni presi a Istambul sul congelamento dei conflitti;
- debole supporto e persino opposizione nella NATO nel creare rapporti stretti con Georgia ed Ucraina;
- debole supporto nel riconoscere l'indipendenza del Kosovo;
- inutili commenti sul piano bilaterale di difesa missilistica USA-Polonia, Repubblica cieca;
- supporto per il piano di Medvedev di ridefinire l'architettura della Sicurezza Europea per indebolire NATO e OCSE;
- sostegno agli sforzi russi di minare le iniziative energetiche UE e USA per l'Europa.

17. Nel passato, i rapporti personali pluri premiati tra Bush e Berlusconi erano un importante contrappeso all'influenza russa, ma membri di partiti pro-americani da entrambe le parti politiche, si sono detti preoccupati che la fine dell'amministrazione Bush possa tentare Berlusconi ad  un avvicinamento ulteriore alla Russia. Dalla sua parte, Berlusconi ha detto che vorrebbe diventare un ponte tra Usa e Russia e che vorrebbe "educare un giovane ed inesperto nuovo Presidente americano" su come trattare con i russi. Se il passato è di guida, questo significherà un intensificato sforzo nel premere l'agenda russa con gli USA.

MITIGARE IL PROBLEMA: SPINGERE INDIETRO SU UNA INFLUENZA CORROSIVA
------------------------------------------------------------------

18. Per affrontare il problema abbiamo schierato una robusta strategia diplomatica e politica, prendendo di mira figure chiave all'interno e all'esterno del Governo. Il nostro obbiettivo è dupplice: educare più a fondo i nostri interlocutori sulle attività russe ed il contesto per la politica degli Stati Uniti, e costruire un contrappeso di opinioni contrarie alla politica russa, specialmente all'interno del partito di Berlusconi. Sin dall'inizio dell'estate, con il ritorno al potere di Berlusconi e la crisi in Georgia, abbiamo affrontato il Governo Italiano su tutti i livelli. Vari settori hanno contattato membri del PdL, membri del Governo, gruppi di esperti e persino la stampa, per poter fornire una versione alternativa all'insistenza di Berlusconi secondo il quale la Russia è un paese stabile e democratico che è stato provocato dall'occidente. Lo sforzo sembra ripagare. L'opposizione ha iniziato ad attaccare Berlusconi, sostenedo che egli abbia scelto la parte sbagliata nel dibattito. Alcuni dal PdL si sono avvicinati in privato per dirci, che vorrebbero un con noi un dialogo maggiore riguardo alla Russia, e hanno indicato come loro interesse quello di affrontare Berlusconi sulla sua incostanza riguardo Putin. Mentre ci resta ancora molto da fare per cambiare il resoconto, purtroppo non abbiamo alcun aiuto nella forma di un Primo Ministro, che sempre di più ci sembra il portavoce di Putin.

COMMENT
-------

19.  Le relazioni bilaterali tra USA e Italia sono eccellenti, e comprendono una cooperazione abbondante a molti livelli e su diversi fronti. Sfortunatamente, gli sforzi di Berlusconi nel "riparare" le relazioni tra occidente e Russia (che ...come ha detto all'ambasciatore nel loro incontro d'addio il 23 febbraio <<mi resta in gola come una massa di cibo indigesta>>), compromettono la sua credibilità e diventano un vero fastidio nelle nostre relazioni. Noi possiamo aiutarlo a tornare sulla giusta strada, mandandogli un chiaro segnale che gli Stati Uniti non hanno bisogno di nessun interlocutore per le sue importante relazioni con la Russia, e che il suo insistere nel minare strutture esistenti e canali basati su interessi comuni e valori condivisi all'interno dell'alleanza in cambio di una stabilità a breve termine, non è una strategia che Washington desidera perseguire.

SPOGLI

Berlusconi con Obama e Medvedev, cerca di mettersi in mostra come mediatore tra Russia e USA



Traduzione A.U.

Nessun commento:

Posta un commento