venerdì 10 dicembre 2010

Siamo tutti pesci rossi

Un grande artista scrisse: "mi vuoi dire caro Sancho che dovrei tirarmi indietro, perchè il male ed il potere hanno un aspetto così tetro?" Questi antagonisti sono in realtà un unica cosa, il "male" è un attributo del "potere" stesso; significa forse che il potere è in se, di principio maligno? Il "potere" è un soggetto particolarmente complesso, che nella nostra cultura ci è difficile identificare; non ci appare concreto perchè non lo comprendiamo, e nel tempo abbiamo imparato ad accettarlo come imposizione legittima. Il Rè regna perchè incaricato da Dio stesso, per la precisione ad esempio, la dinastia dei Merovingi in Francia ha governato insistendo sul fatto di essere discendente da Cristo stesso. Gli imperatori (medievali) avevano bisogno della legittimazione Divina per poter pretendere fedeltà dai sudditi; se un imperatore veniva scomunicato i sudditi non gli dovevano alcuna fedeltá. Sulle tracce di questa immagine astratta, continuamo a guardare il potere senza vederlo, senza capirlo.
Ovviamente l'unico motivo per cui i popoli accettavano la legittimazione divina del potere, era l'ignoranza. La cultura era riservata, e solo chi la possedeva poteva esercitare un po' di quel potere. Ma il popolo doveva rimanere ignorante affinchè questo sistema rimanesse stabile. Grazie a grandi movimenti e rivoluzioni siamo arrivati ad uno stadio di civiltà in cui la legittimazione del potere è cambiata. La classe borghese in ascesa, una classe che iniziava a vivere in un certo benessere, si è acculturata e ha capito quanto demenziale fosse un potere proclamato da Dio. Una società in cui si seguono i voleri personali di un rè e della sua aristocrazia, una società in cui le guerre si susseguivano solo per capricci dei regnanti o estremismi religiosi, una società in cui il popolo era proprietà di chi regnava in nome di Dio. Questo tipo di società non poteva più esistere. Immaginate se oggi un Premier europeo fosse nominato dal Papa in nome dello Spirito Santo. "Ego Pontefice Maximum Benedicto XVI declaro in nomine spiritus sanctis Nicolas Sarcozy Premier franchi!" Eppure questo è cio che succedeva...
La rivoluzione borghese ha portato il concetto di società ad un livello nettamente migliore. La società diventa Res Pubblica e anche dove rimane monarchia, la borghesia impone una costituzione con un governo elettivo. 

Abbiamo perso di vista il potere! 
Per quanto fosse astratto, prima lo potevamo indicare come volontà divina, intercessione dello Spirito Santo nella testa del Papa nel momento dell'incoronazione, e altre demenze simili. Ora il Potere è ancor più nascosto, e la sua legittimazione è inizialmente dubbia. Ad esempio, quando il 17 Marzo 1861 il Parlamento Sabaudo proclama il Regno D'Italia, lo fa con una formula inconsueta: dicono "Rè d'Italia per volonta divina e del popolo". Ma come, c'è stata una sorta di conferenza spirituale tra Dio ed il popolo, ed insieme hanno deciso di incoronare i Savoia? L'Arcangelo Gabbriele è forse apparso in sogno a tutti gli italiani e ha fatto un sondaggio? San Pietro ha fatto un gruppo su Facebook "Che ne pensi dei Savoia come famiglia reale italiana?". Ovviamente no, si trattava di trovare una legittimazione mista; alla borghesia colta si riconosceva il  diritto elettivo, al popolo incolto, non riconoscendo loro nessun diritto elettivo, si raccontava la vecchia storia dello spirito santo e della volontà divina. Ovviamente tra chi aveva una cultura c'era chi voleva conservare per se quel potere, e chi voleva progredire verso l'allargamento del potere a tutto il popolo. Infatti furono sempre le forze progressiste (intellettuali) ad insistere sulla necessità di dare una cultura al popolo, quelle conservatrici (artigiani-industriali) si sentivano come una nuova aristocrazia.

Con il tempo furono le forze progressiste ad avere la meglio, e l'educazione diventò un principio di democrazia che portò con il tempo ad un suffraggio universale. Questa è di fatti la situazione in cui l'Europa si trovò alla fine delle guerre mondiali: democrazia a suffraggio universale. In teoria questo concetto avrebbe dovuto funziare così: 
Il cittadino viene educato dallo stato tramite la scuola, ed una volta raggiunta la maggiore età ha sviluppato una coscienza ed un sapere critico che gli permettono di esercitare liberamente il proprio diritto elettivo. 

Ossia tramite la cultura ci vengono dati i mezzi per poter controllare il potere. Come mai allora il potere ci è ancora sconosciuto? Come mai non riusciamo a dargli una forma precisa? In teoria il potere siamo noi, noi lo deleghiamo ai politici, eppure sentiamo che il potere è ancora qualcosa che ha vita propria, il potere ci sembra essere fine a se stesso.
Torniamo alla teoria e vediamo se qualcosa in effetti non funziona, se qualcosa nell'equazione non torna:

Il cittadino viene educato dallo stato tramite la scuola, ed una volta raggiunta la maggiore età ha sviluppato una coscienza ed un sapere critico = egli esercita liberamente il proprio diritto elettivo.

Analizziamo gli elementi.

Chi è il cittadino è oggi una domanda a cui possiamo rispondere con più facilità dato che ogni costituzione ne da una definizione.

Cos'è la scuola? La scuola è un concetto rivoluzionario. Mentre prima il potere si aveva per diritto di nascita, poi per ceto, poi per reddito e sesso, ora il potere lo si da a tutti, ma tutti hanno l'obbligo di guadagnarsi questo potere tramite la scuola. Questo è il semplice motivo per cui la scuola è obbligatoria. Quindi la scuola è un mezzo di formazione, che da a tutti i cittadini gli strumenti per usare il proprio potere.

Quali sono questi strumenti? Coscienza e sapere critico, sono gli strumenti con il quale ognuno di noi ha l'abilitá di capire un messaggio, elaborare una propria opinione personale, ed infine esprimere il proprio parere a riguardo, senza che nessun'altro debba intervenire per interpretare il messaggio. Quando questo messaggio è un programma politico, il cittadino capisce se quelle idee sono per lui dannose, valide, inutili, pericolose etc.

Se questo processo ha funzionato, il cittadino esercita liberamente il proprio diritto elettivo. Di conseguenza gli appare chiaro cosa sia il potere, e sarà in grado di vedere nel suo parlamento quali forze elette difendono e promuovono le sue posizioni, e quali vanno contrro i propri interessi.

Questo processo è presente, nella teoria, in tutte le democrazie occidentali, soprattutto in quelle europee dove il diritto allo studio è specialmente sviluppato (sulla carta).

Ovviamente se il potere è ancora un concetto a noi oscuro, un problema ci deve essere. Questo ci è testimoniato dal fatto stesso che l'affluenza alle urne si fa sempre più scarna; i cittadini non sentono ne il dovere, ne il diritto del voto.

Qualcosa ha fatto interferenza nel processo di formazione, qualcosa ha intaccato la coscienza ed il sapere critico, di conseguenza i cittadini non riescono ad elaborare i messaggi politici, e se votano comunque non comprendono l'effetto del loro voto.

Abbiamo detto che la scuola è un mezzo di formazione, ma non è l'unico. La televisione é un'altro mezzo di formazione, ma mentre all'inizio questi due giganti media correvano sullo stesso binario (ad esempio con programmi televisivi che insegnavano l'Italiano, varietà culturali e informazione critica), negli ultimi decenni la televisione si è trasformata, ed ha preso la via opposta dell'istruzione scolastica. In Europa è stato importato il concetto di televisione americana, dove il suo scopo non è formazione culturale ed informazione critica, bensì si tratta di intrattenimento e spettacolo. In questo modo ogni cittadino si trova ad essere sottoposto a due media che hanno lo stesso ruolo di formazione ed informazione, ma due scopi diversi.

La scuola come abbiamo detto forma cittadini liberi, poichè capaci di un'analisi critica autonoma, senza intervento di terzi.

La televisione ha l'obbiettivo di creare masse omogenee a cui vendere i prodotti che pubblicizza.

Le conseguenze si possono spiegare con la fisica di base: se due forze si scontrano sarà la più forte ad avere la meglio. Chi è più forte, la scuola o la televisione?

Il potere ci è ignoto perchè la nostra abilità di coscienza e sapere critico, sono fortemente danneggiati dalla televisione, il cui scopo è quello di formare i cittadini come masse omogenee di consumisti, esattamente come un tempo eravamo una massa omogenea di ignoranti, che ritenevano legittimo un Rè investito di potere da un Papa che chiacchierava con lo Spirito Santo...

Siamo un popolo in catene, ma le catene sono così piacevoli che alcuni di noi sarebbero anche disposti a combattere per difenderle. Abbiamo davanti agli occhi un'immagine distorta della realtà. Abbiamo letteralmente uno schermo che ci dice com'è il mondo e ce lo dice talmente forte che ogni altra voce diventa noiosa, assolutamente non degna di essere ascoltata. Siamo schiavi felici di essere schiavi, siamo felici se siamo in accordo con il mondo, e se il mondo-schermo ci dice che comprare un oggetto ci inserisce in un livello di felicità, noi compriamo e ci sentiamo felici. Se non siamo liberi non siamo uomini o donne, siamo solo pesci rossi che godono fino all'estasi se qualcuno batte il dito sull'acquario.



A.U.

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