venerdì 24 settembre 2010

La vergogna di chi tace...

Ho ricevuto questa mail poche ore fa, ho deciso che tacere a questa richiesta sarebbe stato come sputare in faccia a me stesso, perchè un ricercatore è in fondo la forma più evoluta dell'essere studente. Spero che tutti coloro che in conscenza sentono avere una parola di sostegno, quella parola non la anneghino nella consuetà omertà, ma la esprimano. 
Ho espresso a questa ricercatrice il mio desiderio di raggiungere il senso critico degli studenti; implicità da parte mia è la certezza che esso esista,  esplicità sia la vostra conferma a questa mia illusione. 

Affogate il silenzio con i vostri commenti.
Alessandro Usai

Gentili rappresentanti degli studenti,
come forse saprete, è in atto in tutta Italia una protesta contro il DDL Gelmini. Promotori principali sono i ricercatori universitari.
Forse sui giornali e alla televisione avete sentito parlare di "sciopero" dei ricercatori, ma in realtà non si tratta di sciopero. I ricercatori, in segno di protesta, hanno scelto di limitarsi a fare quello che la legge prevede per loro, ovvero la didattica integrativa ai corsi ufficiali tenuti da professori associati o ordinari. Questo significa che si dichiarano indisponibili a assumere la titolarità dei corsi, come hanno fatto sinora con entusiasmo e sempre a titolo gratuito.
I ricercatori sono in prima linea per diverse ragioni:
1) La legge risulta fortemente lesiva nei confronti della attuale figura del ricercatore, a cui di fatto tende a bloccare la carriera, introducendo una nuova figura di ricercatore a tempo determinato, che, data la scarsità dei fondi, verrà probabilmente spremuto come un limone e poi scaricato.
2) I ricercatori hanno la possibilità di protestare rimanendo nei limiti della legge, e limitandosi, come detto sopra, a fare il proprio dovere.

Tuttavia la protesta  non è solo dei ricercatori e a favore dei ricercatori. A noi preme molto di più difendere attraverso la nostra protesta la qualità dell'università pubblica, messa a serio repentaglio dai progressivi tagli previsti dalla finanziaria e dalla riorganizzazione del sistema universitario fortemente oligarchica (al contrario di quanto sbandierato) che bandisce ogni forma di democrazia.

Riteniamo che la opposizione al DDl Gelmini, che pretende di riformare l'università a costo zero, anzi a MENO ZERO (dati i tagli) sia una delle ultime occasione per cercare di salvare quello che è rimasto. Non dimentichiamo che siamo il paese europeo che investe meno nell'istruzione, dopo di noi solo la Slovacchia (ma la supereremo presto!). Questo ha terribili ripercussioni sul paese in termini non solo culturali ma anche economici.  I tagli significano molte cose e, immediatamente, per gli studenti una formazione di minor qualità e valore.

Molti ordinari e associati hanno dichiarato la loro adesione alla protesta ma per noi è fondamentale anche quella degli studenti, che hanno tra gli altri, il compito importantissimo di informare  le  famiglie e quante più persone possibili per contrastare l'interessata disinformazione del sistema pubblico.

E' importante che gli studenti capiscano che la protesta non vuol ledere il loro diritto allo studio, ma al contrario, difenderlo a spada tratta e garantire che le persone che verranno dopo di noi e di voi possano avere una università PUBBLICA di qualità senza la quale non c'è mobilità sociale, non c'è crescita economica.

Per tutto questo e molto altro, cari rappresentanti, speriamo di poter contare sul vostro sostegno, speriamo anche che possiate partecipare alle riunioni che si terranno e di cui vi daremo notizia e  che informiate i vostri colleghi.

Un saluto cordiale
i ricercatori della facoltà indisponibili

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